23 febbraio 2010

Qui ci cova il trappolone?

Sarà, ma a me questo mercato in questo momento continua a non piacere per niente. Mi sbaglierò, ma vedo una situazione insidiosa. Con prove di forza che sembrano invitarti al tavolo da gioco come farebbe uno smaliziato croupier. Ripeto, solo una sensazione e nulla più, ma ho paura di trappoloni dietro l'angolo. In fasi così io preferisco stare alla finestra, pure a costo di poi magari mangiarmi le mani...

Etichette: ,

22 ottobre 2009

Scenario

Provo qui a esplicitare ulteriormente e a schematizzare quello che ho abbozzato nel precedente post:

1. Il rimbalzo delle Borse non è “naturale”, ma piuttosto “artificiale” (e infatti se ci si va a guardare “dentro” si vede che i volumi sono arrivati soprattutto dal comparto professionale, non dal retail, che a questo punto rischia, come sempre storicamente, di entrare sulla coda del movimento)

2. Sull’onda della grande crisi che l’anno scorso ha travolto i mercati si è parlato di riforme del mondo finanziario e bancario, di pulizia, ma in realtà alla fine a quello stesso mondo (che la crisi ha causato con i suoi eccessi) i governi, a partire da quello di Obama (che ha fatto scuola in questo senso) hanno prontamente regalato vagonate di soldi, senza contropartite. Garanzie di continuità nell’erogazione del credito alle aziende pari a zero e soprattutto riforme e pulizia zero. Come al solito tante parole, nessun fatto.

3. Ora in tutto il mondo siamo ancora in uno scenario di tassi azzerati, per ridare impulso al sistema. Ma è chiaro che non si potrà andare avanti così ancora a lungo. E l’inversione della politica monetaria non sarà una passeggiata. Ci saranno costi, pesanti. Che ancora una volta taluni cercheranno di scaricare su altri.

4. Gli americani in tutto questo devono continuare a manovrare al meglio un fronte per loro sempre più delicato: quello del dollaro e del debito americano (che vuol dire il loro mercato del reddito fisso). Non possono permettersi shock su questo versante.

5. Una cosa che si è capita proprio con la crisi finanziaria è che per come storicamente è arrivato ad essere “tirato” il mercato (vedi “industria” dei derivati), ormai, come si dice, la coperta non copre più tutti (come hanno dimostrato crack tipo quello Lehman).

6. Tutto quanto finora scritto per dire che le prove dure non sono sicuramente finite. Il “conto” per tutto quello che abbiamo visto non è stato ancora tutto pagato. C’è chi doveva pagare una quota pesante e alla fine è stato ancora una volta condonato (le banche) e ci sono tanti altri che non sanno che ancora bisognerà pagare.

7. E non dimentichiamoci mai che tutte le “istituzioni” che ormai a turno quotidianamente annunciano che la crisi è finita sono le stesse che la medesima crisi mica l’hanno saputa prevedere (dunque che credibilità hanno?). Ma c’è di più: le stesse istituzioni vivono spesso in evidente conflitto di interesse. Se si parla ad esempio di far pulizia nel settore delle banche, pensate che chi le rappresenta sia davvero favorevole?

Etichette: , , ,

19 ottobre 2009

Il mercato "artificiale"

Interessante mail questa mattina da un amico (operatore finanziario) che ha rafforzato ulteriormente un'idea che pure io ho in testa ormai da un po'. Il rimbalzo di questi ultimi mesi ha in parte una natura fisiologica, ma in parte anche probabilmente una forte componente che potremmo definire "artificiale". Tutti sappiamo che prima o poi la dinamica inflazionistica deve ripartire. Pensate alle vagonate di fondi pubblici che i vari governi hanno messo a disposizione delle banche: tutta pressione proprio sul fronte del costo del denaro. I tassi dovranno tornare a muoversi verso l'alto. E soprattutto gli americani, che devono manovrare un delicato rapporto di cambio per il loro dollaro, sanno che ancora una volta sarà meglio (per loro) che ad aprire la strada sia il sistema Usa. E allora? Allora, si sta probabilmente "pompando" al massimo sul mercato azionario (grazie anche alle spalle coperte garantite di fatto dagli interventi governativi) per arrivare alti proprio al cambio di rotta sul versante dei tassi. Già, proprio così, il sistema sta pompando al massimo, come una locomotiva nella cui caldaia si continui a buttare legna. Il livello dei derivati lo dimostra. In questo senso il mercato è "artificiale" e non "naturale". Se così è, al giro del vento, quello appunto della politica dei tassi, il rischio di "sgonfiamento" dei mercati sarà molto elevato. Come dire, occhio a non rimanere col cerino in mano.

Etichette: , ,

18 agosto 2009

La spada di Damocle made in China

A proposito di crisi dei mercati azionari, l'anno scorso scrivevo: "(...) Ora stiamo tutti in ansia per Wall Street, che soffrirà ancora ma se la caverà pure stavolta, mentre il vero crack di sistema, se mai ci sarà, verrà proprio secondo me da Shangai, non da New York". Come abbiamo visto, contrariamente alle apocalittiche previsioni dei tanti "esperti" che solo qualche mese fa profetizzavano un definitivo tracollo tipo grande crack del 1929, il sistema alla fine ha retto. Wall Street non è sprofondata come nel '29 e anzi con la primavera è arrivato un rimbalzo che tra alti e bassi è durato sostanzialmente fino ad oggi, mettendo a segno un complessivo rialzo davvero corposo. A sprofondare ancora una volta sono stati solo tanti sedicenti e spocchiosi "esperti". Oggi, dopo tanti rialzi, c'è spazio per una correzione in senso negativo, per poi secondo me (lo ripeto per l'ennesima volta: solo sensazioni di uno qualunque le mie, non sono un "guru"!) poter nuovamente ripartire al rialzo. Ma non è di questo che voglio parlare ora. Voglio tornare sul tema Cina, con cui infatti ho iniziato questo post. Come detto, da tempo penso e scrivo qui sul blog che il "Big One" dei mercati (per dirla usando il termine con cui in California si descrive il "super terremoto" che prima poi è destinato ad arrivare proprio in quello Stato degli Usa) quando mai ci sarà arriverà dalla Cina. Perchè lì c'è (come appunto scrivevo, vedi post già linkato sopra) un sistema ormai tanto gonfiato quanto pieno di enormi bluff nascosti, a partire dai conti del comparto bancario che tutto regge con i suoi finanziamenti. Quando ho scritto queste cose ho ricevuto anche parecchie (legittime) critiche: sono molti quelli che vedono ormai la Cina come una macchina invulnerabile destinata a conquistare il mondo e gli Usa invece come una sorta di Titanic pronto ad affondare una volta per sempre. Per tutto questo lasciatemi dire che oggi registro con grande piacere che anche il Sole24Ore comincia a dare grande evidenza al rischio Cina, parlando della Borsa di Shangai come un "gigantesco schema Ponzi" (lo schema Ponzi è quello della super truffa Madoff, per intenderci). La bolla cinese è una colossale spada di Damocle sui mercati azionari mondiali. E' appunto come il Big One californiano: non si sa quando arriverà, ma si sa che arriverà. Si vive e si va avanti sapendo di questo colossale rischio. Ci si convive insomma. Come oggi di fatto i mercati convivono con il "bluff Shangai". Tanti sanno, ma fa comodo chiudere gli occhi...

Etichette: , ,

27 aprile 2009

Chi c'azzecca e chi no

A proposito del rimbalzo primaverile sui mercati azionari (che è arrivato in un momento in cui tutti gli "esperti" profetizzavano ancora solo disastri continui da nuovo '29), bisogna riconoscere che stavolta Buddy Fox ci ha preso in pieno. Sul suo blog l'Angolo del Volpino a inizio marzo (le date sono importanti) per quel che mi è capitato di leggere in rete è stato di fatto l'unico blogger finanziario a sbilanciarsi apertamente e con forza proprio nel senso della previsione di un prossimo rally di correzione rialzista. Sottolineo: si è sbilanciato apertamente. Dunque, non considero e non paragono alla sua posizione i soliti discorsi di molti che "stanno nel vago" (tipo: il mercato può salire a certe condizioni, ma può pure scendere ad altre condizioni...) per poi magari ex post rivendicare di averci preso (ma appunto con certi discorsi è facile prenderci...), più difficile sbilanciarsi in un'unica direzione, parlando chiaro e correndo onestamente il rischio di essere eventualmente smentiti. Passando su un altro fronte, ma sempre parlando di previsioni e di chi ci azzecca e chi no, se ve lo siete persi vi consiglio vivamente di leggervi l'articolo di Franco Bechis dal titolo "Ne azzeccassero mai una" uscito la settimana scorsa su Italia Oggi. Parla di certi super celebrati economisti italiani e delle loro previsioni...

Etichette: , , ,

29 ottobre 2008

Wall Street spera nell'effetto elezioni


Ho già altre volte ricordato che statisticamente le elezioni presidenziali americane hanno sempre portato bene a Wall Street. Ho cercato su internet e ho trovato in questo senso il grafico che vedete qui sopra (questo parte dagli anni cinquanta, ma in realtà la correlazione di cui stiamo parlando si è manifestata anche nei decenni precedenti). Dunque, un effetto elezioni in senso rialzista, più o meno marcato, si è visto spesso. Hanno fatto sostanzialmente eccezione gli anni novanta, quando però in effetti un bull-market si stava già sviluppando. Ora la congiuntura che stiamo vivendo noi è per molti aspetti unica (anche se come ho già detto i numeri cambiano ma certi schemi tendono a ripetersi). La portata dello tsunami che ha investito i mercati è stata tale da rendere non facile in tutti i sensi confronti di tipo storico e soprattutto da far capire che non ci possono essere certezze (si può solo navigare a vista seguendo al massimo le proprie sensazioni). Però questa correlazione statistica elezioni-mercato può almeno far sperare. Non tanto per una radicale e veloce inversione del macrotrend (puntare tutto su questo sarebbe ingenuo e pericoloso), ma almeno per un rimbalzo.

Etichette: , , ,

23 ottobre 2008

Facce da "panic"


In questo periodo di tempesta sui mercati i nervi degli operatori finanziari sono stati messi davvero a dura prova. Molti, psicologicamente stesi dall'ondata di "panic selling" che ha investito le Borse, si sono ritrovati davanti ai monitor con le mani sulla faccia. In America hanno avuto la pensata di mettere su un blog per raccogliere proprio le immagini di tutte queste facce tra l'attonito e il disperato. Me lo ha segnalato l'amico Albert (grazie!). Si chiama "The brokers with hands on their faces" e questo è il suo indirizzo internet: http://brokershandsontheirfacesblog.tumblr.com.

Etichette: , , ,

16 ottobre 2008

Sarà "trading range"?

L'industria della finanza ne uscirà pure stavolta. Nei numeri questa crisi si è rivelata unica, mai vista prima, ma, come ho già avuto modo di dire, nella gestazione e nelle modalità si ripete invece per l'ennesima volta un copione a dir poco storico. E' la neverending story della finanza che tende per natura ad eccedere fino ad inevitabili tracolli. Dalla bolla dei bulbi di tulipano nella Amsterdam di tre secoli fa che si studia sui manuali, passando per quella delle compagnie di trading con il "nuovo mondo" o quella delle azioni ferroviarie a inizio 900 negli Usa fino alla febbre per la new economy di qualche anno fa, c'è un certo modello di ciclo delle Borse che si ripropone. Che succederà ora sui mercati? Secondo me (come sempre è solo la mia modesta e soggettiva sensazione in un contesto in cui non ci sono certezze per nessuno), data la eccezionale violenza della tempesta che ha investito le Borse in questo periodo, è evidente che non si può pensare di poter rientrare subito e completamente in carreggiata, ma l'andamento di Borsa potrebbe progressivamente (sottolineo: progressivamente; ovvero a tendere, non da domani mattina!) andare ad infilarsi in quello che i più tecnici chiamano "trading range", ovvero una sorta di canale fatto di strappi in un senso e nell'altro, segnato in questo caso da altissima volatilità. Un trading range (che potrebbe nello specifico essere molto "largo") significa ancora evidentemente tanta tensione e enorme incertezza, ma in qualche modo, nella sua progressiva "non direzionalità" (che mette a dura prova traders e trading systems) può finire in qualche modo dopo situazioni di terremoto per costituire una base relativa di appoggio del ciclo del mercato, almeno per chi cerca di allungare un po' l'orizzonte temporale superando così quella naturale ossessione del day-by-day che ha preso tutti in questa micidiale fase. Questa, lo ripeto, la mia sensazione. Nessuna certezza. Se qualcuno vuole dire la sua, raccontare le proprie di sensazioni, spiegare a questo punto quale possibile scenario vede per i mercati, può farlo scrivendo un commento a questo post. Mi farebbe molto piacere se su questo tema ci si potesse confrontare. Credo sarebbe utile per tutti, in primis per il sottoscritto. Per cui, se avete idee e vi va, scrivete...

Etichette: , , ,

14 ottobre 2008

Stanno arrivando...

Preparatevi, stanno arrivando. Parlo di tutti i soliti "esperti" che fino a qualche giorno fa parlavano con marmorea certezza del nuovo '29 ormai alle porte. Un po' come i profeti che ciclicamente annunciano il giudizio universale. Ora ci diranno che loro l'avevano detto che non era come nel '29. Loro dubbi non ne hanno mai. Loro hanno sempre ragione... anche quando sbagliano. Prodigiosi ;-)

Etichette: ,

30 settembre 2008

Mal di Borsa

Borse di nuovo da panico. Personalmente, come ho già avuto modo di dire più volte, non credo comunque che siamo all'inizio di un nuovo '29 (come invece molti sostengono). Fase difficilissima sì, ma crollo totale del mercato come allora no. Questa almeno la mia sensazione (e, lo ripeto come sempre, non mi considero un "esperto" nè tantomeno un "guru" o roba simile). Secondo me il sistema non sta definitivamente saltando in aria, ma piuttosto pagando gli eccessi di anni e anni di finanza spregiudicata. Dopo una sbornia si sta male, ma il "male" è passaggio fisiologico per rimettersi in sesto. Ecco, banalizzando molto, io la vedo così. Pagato il conto, tutto si rimetterà in moto (certo, il conto appare enorme, ma d'altronde enormi sono pure le colpe da espiare). Sotto questa prospettiva, tutto quello che sta succedendo assume una fisionomia più "naturale" e non "catastrofista". Le differenze sono grandi (stavolta è tutto più grave in molti sensi), lo premetto subito, ma quello che sta accadendo ricorda in qualche modo l'ultima crisi sui mercati prima di questa, ovvero quella dello "sboom" della cosiddetta "new economy". Se non ricordo male, i massimi sulle Borse furono toccati attorno a marzo/aprile 2001 e poi da lì sempre più giù fino al fondo da cui si cominciò sostanzialmente a ripartire dall'estate del 2003. Quasi da manuale di analisi tecnica, l'euforia segnò i massimi e il panico i minimi. Ora, nei dettagli la storia è sempre diversa, ma negli schemi di base tende invece a ripetersi. Non credo che in questo momento siamo ancora al fondo, è troppo presto e ci sono ancora probabilmente troppe cose da smaltire, ma alla fine del tunnel secondo me ci sarà la ripresa, non il baratro definitivo. Certo, il problema è uno solo: il timing. Non è facile capire "in corsa" i trend, capire se un livello può essere un "fondo" in grado di tenere. Per questo i sedicenti "esperti" e "analisti" in queste fasi tendono a non dire nulla di concreto. Stanno sul vago, cincischiano o fanno generici inviti alla prudenza. Dopo, numerelli alla mano, ci diranno che avevano tutto previsto. Nel "dopo" sono bravissimi ;-)

Etichette: ,

12 settembre 2008

"A che punto stiamo?"

Aldo via mail mi ha scritto questo: "Inutile cercare di capire, impossibile verificare la verità, tutti i guru dicono tutto ed il contrario di tutto. Una sola cosa vorremmo sapere con certezza: a che punto siamo?. Il 29 è una barzelletta o una possibilità? Greenspan dice la verità o continua a raccontarci ciò che gli fa più comodo? I paesi emergenti sono spariti? Quanti disastri (bolle) della cosiddetta finanza creativa e delle banche compiacenti devono ancora venire a galla? Con quali effetti concreti? Quanto deve ancora ridimensionarsi l'economia? Se le bolle sono state create da disonesti e furbetti cosa facevano i controllori? Disonesti anche loro? E per di più cretini?. Attendo risposte. Saluti Aldo".

Beh, certo le domande che pone Aldo sono quelle che tengono banco sui mercati finanziari in questo periodo e non è facile dare risposte. La verità è che nessuno può avere risposte certe (solo i presunti "guru" e "super esperti" dei quali personalmente preferisco continuare a diffidare visto le cantonate che prendono...). Ognuno di noi può semplicemente raccontare le sue sensazioni e opinioni senza pretesa di avere la sfera di cristallo. E questa è sempre stata la mia filosofia su questo blog. Venendo al punto, ecco cosa ho risposto ad Aldo: "Come ho già avuto modo di dire in passato, personalmente non credo che siamo vicini ad un nuovo 29. Fase difficile sì, catastrofe come allora no. Oggi il sistema è molto più evoluto e ha elementi che gli consentono di tenere meglio. Si lasceranno andare verso il sacrificio vittime anche illustri, come banche americane (perchè la coperta non copre più tutti), ma al contrario del 29 il sistema non tracollerà totalmente. E, in ogni caso, come già detto sul blog qualche tempo fa, credo che il vero scossone in negativo al sistema dei mercati interconnessi arriverà in futuro non da Wall Street ma da Shangai. Lì il mercato si tiene su bluff destinati a non reggere. Ciao, Steve". Questa la mia idea, dunque.

A questo punto, visto che sono aperti i commenti ai post, mi piacerebbe che chi vuol dire la sua scrivesse appunto un commento su questo. Per aprire una discussione che credo potrebbe essere utile e interessante.

Etichette: ,

30 luglio 2008

Aspettando il rimbalzo

La situazione per le Borse resta ovviamente molto critica (troppi e troppo complessi i problemi sul tavolo) però, come ho già avuto modo di scrivere tempo fa, credo che andando verso l'autunno ci possa essere finalmente lo spazio per un rimbalzo. Le elezioni presidenziali americane statisticamente hanno quasi sempre innescato il rialzo sui listini azionari (già che ci sono, dico la mia: secondo me vincerà McCain). Può dunque andare così anche stavolta. A Wall Street e poi a catena sulle altre piazze mondiali. Mercati dunque da monitorare con attenzione, pronti a cogliere eventuali reali segnali in questo senso. Se partirà davvero un rimbalzo (come sempre sottolineo che la mia è solo una ipotesi e che io non sono né mi considero un "guru") ai livelli di prezzo a cui siamo arrivati con i ribassi dell'ultimo anno di certo si possono automaticamente creare interessanti opportunità di trading di medio periodo. Nel caso parliamo appunto di "puro trading", non di trend strutturale. Questo è importante sottolinearlo. Se non ci fosse rimbalzo, beh allora davvero si metterebbe male. Vorrebbe dire che il mercato non riesce proprio a trovare spunti per rally controtendenza.

Etichette: ,

21 gennaio 2008

Lunedì nero

Già, proprio così, lunedì nero sui mercati azionari di tutto il mondo. Impressionante in particolare il crollo sul listino indiano (un dato molto significativo secondo me). Ora la situazione appare effettivamente brutta e soprattutto complicata. C'è un groviglio di elementi negativi che pesano e che sono andati ad intrecciarsi in una matassa acida difficile da sbrogliare davvero in tempi rapidi. Soprattutto, il "sentiment" in giro è negativo. Insomma, a questo punto non si tratta più di semplici "rally" negativi, c'è un quadro cupo. Non starei a sentire la varia pletora dei soliti analistelli tecnici da quattro soldi che pullulano anche su internet (tanto quelli ti dicono sempre in sostanza che il mercato può scendere, ma anche salire oppure rimanere fermo; insomma mai il coraggio di una posizione chiara, ma sole astruse e fumose analisi alla fine inutili, e così hanno fatto pure stavolta...), mentre mi colpisce l'ultima intervista di George Soros. Che parla di questa crisi finanziaria come la più grave addirittura dalla seconda guerra mondiale. Premesso che cedere al panico è sempre e comunque un errore (!) e che, almeno secondo il mio modesto parere, tra i "super traders" Buffett mi ha sempre più convinto di Soros, di certo prese di posizione come queste segnano la negatività. Per chiarezza, dico di non credere nemmeno stavolta che ci sia alle porte una crisi spaventosa come quella del '29 (i soliti faciloni tg vedrete invece che anche stavolta provvederanno a tratteggiare il solito scenario apocalittico...), però ad una protratta brutta fase, tra trading range e ribassi nel segno di un'alta e nervosa volatilità per intenderci, credo proprio che a questo punto dobbiamo abituarci. Come sapete (lo ho scritto più volte) personalmente da molto tempo sono sostanzialmente fuori dal mercato. Continuerò volentieri a "stare alla finestra".

| By Steve Trader | Blog friends: leggi anche il Volpino |

Etichette: , ,

19 settembre 2007

Il punto

Parliamo della situazione di Borsa dopo il taglio dei tassi deciso dalla Fed. Alcune considerazioni. Già dai ribassi di agosto come avete potuto leggere a me personalmente tutto questo clima da panico tipo vigilia di crisi del '29 (clima che come abbiamo più volte sottolineato è stato parecchio gonfiato dai soliti superficiali media, che è sempre meglio prendere con le pinze...) non mi ha mai convinto. Questo scrivevo ad agosto cercando di provare a fare un ragionamento in termini di trend di lungo periodo, dunque cercando di riflettere sul trend rialzista che è sostanzialmente partito nell'estate del 2003: "La mia sensazione è che lo storno non riuscirà a invertire il senso rialzista del macro-trend di fondo (un'altra gamba al rialzo secondo me ci sta ancora tutta), quindi potrebbe rappresentare semplicemente l'atteso fisiologico spurgo". Ribadito per l'ennesima volta che non mi considero nè un "guru" e nè tantomeno un "esperto" e che semplicemente su questo blog racconto le mie sensazioni di trader "fai-da-me", io resto appunto ancora della medesima idea. Secondo me in una ottica di lungo periodo manca ancora una bella "gamba" rialzista finale, quella che classicamente porta dentro i soldi del "retail". Ancora una volta si dimostra che cedere al panico è comunque sempre un errore. Guardate, è bastata la mossa della Fed per "raddrizzare" il mercato in un secondo. Gli "impanicati" e gli "shortisti" sono stati spiazzati. Certo, non si può essere così ingenui da pensare che in un lampo i problemi, come quello subprime, spariscano (non è così), però il segnale dei mercati è notevole (nello specifico io continuo a guardare in direzione bancari e petroliferi). Altra e ultima considerazione: la Fed ancora una volta si è dimostrata molto più proattiva della Bce. Come ho già avuto modo di dire, sono tra quelli che pensano che in tema di politiche economiche delle banche centrali noi europei abbiamo ancora un gap (a nostro sfavore) rispetto agli Usa.

Scritto da Steve Trader | Blog links: leggi anche il Volpino

Etichette: , , , ,

26 agosto 2007

Come volevasi dimostrare

Dunque alla fine le Borse sono riuscite a tenere e non c'è stata quella apocalisse azionaria che a leggere certi giornali con i loro "esperti" sembrava ormai inevitabile. Per carità nessuno è infallibile però almeno un articolo in cui lor signori avessero ammesso di aver usato forse toni un po' troppo superficialmente catastrofisti ci stava. E invece niente. La "piccola" blogosfera spesso fa autocritica, la "grande" stampa mai. Tanto ora c'è il giallo del delitto di Garlasco su cui sciacallare e delle Borse non si parla più. E poi si chiedono pure perchè i giornali vendono sempre meno! Ci vorrebbe davvero un bel cambio di rotta...

Scritto da Steve Trader | Blog links: leggi anche il Volpino

Etichette: , ,

Post precedenti:

per leggere tutti i post precedenti consulta subito qui di seguito l'archivio del blog organizzato su base mensile

| dicembre 2004 | gennaio 2005 | febbraio 2005 | marzo 2005 | aprile 2005 | maggio 2005 | giugno 2005 | luglio 2005 | agosto 2005 | settembre 2005 | ottobre 2005 | novembre 2005 | dicembre 2005 | gennaio 2006 | febbraio 2006 | marzo 2006 | aprile 2006 | maggio 2006 | giugno 2006 | luglio 2006 | agosto 2006 | settembre 2006 | ottobre 2006 | novembre 2006 | dicembre 2006 | gennaio 2007 | febbraio 2007 | marzo 2007 | aprile 2007 | maggio 2007 | giugno 2007 | luglio 2007 | agosto 2007 | settembre 2007 | ottobre 2007 | novembre 2007 | dicembre 2007 | gennaio 2008 | febbraio 2008 | marzo 2008 | aprile 2008 | maggio 2008 | giugno 2008 | luglio 2008 | settembre 2008 | ottobre 2008 | novembre 2008 | dicembre 2008 | gennaio 2009 | febbraio 2009 | marzo 2009 | aprile 2009 | maggio 2009 | giugno 2009 | luglio 2009 | agosto 2009 | settembre 2009 | ottobre 2009 | novembre 2009 | dicembre 2009 | gennaio 2010 | febbraio 2010 | marzo 2010 | aprile 2010 | maggio 2010 | giugno 2010 | luglio 2010 | agosto 2010 | settembre 2010 | ottobre 2010
__________________________________________________________________________________

fuorimercato2011@gmail.com