18 giugno 2008

Dieta Rcs? Solo un assaggio


Resto sul tema Rcs, dopo il post di ieri (subito qui sotto). Alla fine dal Cda straordinario è arrivato un intervento tutto sommato "light" rispetto allo scenario che si sta ormai delineando. Il piano industriale già varato non è nel suo impianto modificato, resta tutto come prima. In sostanza si è deciso il blocco delle assunzioni per quest'anno e il taglio di una ventina di dirigenti. Tutto qui? La sensazione (di molti...) è che forse abbiamo visto solo un primo assaggio. D'altronde, certe domande di fatto restano. Le strategie di fondo sono adeguate ai profondi cambiamenti a cui il settore della stampa sta inevitabilmente andando incontro? E i vertici aziendali? Quale prospettiva per l'operazione in terra spagnola di Rcs?

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16 giugno 2008

Se il Corriere non corre...


Da tempo su questo blog parlo di certe evidenti difficoltà di mercato della "grande" stampa nostrana e in particolare del blasonato Corriere della Sera (e, sì, perchè alla fine, come ho appunto già avuto modo di dire, contano i numeri e non le chiacchiere). Questo in un clima generale dove ancora "osare" criticare Mieli da una parte e dall'altra il patto di sindacato che regge l'Rcs sembra di fatto tabù. Il Corriere perde copie. Eppure Mieli è sempre in tv riverito come una sorta di pontefice della stampa nazionale. Il Corriere, tradizionalmente giornale del Nord, manco si è accorto in campagna elettorale di che aria tirava al Nord (grande avanzata della Lega che avrebbe portato il centrodestra a stravincere) e ancora a pochi giorni dal voto parlava di pareggio e conseguente ingovernabilità. Eppure Mieli nel post-voto è stato chiamato ovunque a spiegare le dinamiche elettorali. Ci sono parecchie cose che non tornano, insomma, e appunto io non lo dico da oggi, ma, come chi mi segue sa, da un bel po' di tempo. I conti Rcs vanno male (nel primo trimestre di quest'anno sono state registrate perdite superiori ai 18 milioni di euro contro un dato ancora in positivo nello stesso periodo del 2007). Il titolo Rcs va male (nell'ultimo anno ha perso oltre la metà del suo valore). Tutti dati peraltro che vanno nella stessa direzione di un trend di settore. I super conservativi editori italici (per non dire miopi...) cominciano solo ora ad accorgersi, e peraltro ancora molto timidamente, che internet e free-press sono destinati a mettere in seria crisi la carta stampata, soprattutto le consolidate mastodontiche strutture di costo delle relative organizzazioni. La settimana scorsa in Borsa è scattato una sorta di primo allarme rosso per Rcs (si sono viste vendite pesanti). Oggi c'è l'atteso Cda straordinario (anticipato rispetto alla riunione che era già in agenda per inizio agosto). E proprio contestualmente il Cdr del Corriere ha fatto uscire un comunicato molto duro (a pagina 25 del giornale). Si parla tra le altre cose di "fase delicata e complessa in cui è venuta a trovarsi l'azienda anche a seguito di errori imprenditoriali e di improvvide strategie finanziarie e editoriali del presente e del passato". Aria davvero pesantuccia in casa Rcs. Segni crescenti di difficoltà. E il punto è che i primi segnali in questo senso si sono visti molto tempo fa. Sono stati recepiti o si è preferito mettere la testa sotto la sabbia? Il sospetto che si sia finora preferito la seconda opzione viene visto che alla domanda di chiarimento sul calo delle vendite fatta all'ultima assemblea soci dalla commercialista Anna Strazzera per conto dell'azionista Rotelli (prima volta che in quella sede qualcuno ha "osato" sollevare la questione!) l'a.d. Perricone, come già raccontato pure in questo blog, così ha risposto: "Siamo soddisfatti dell'andamento del quotidiano". Ricordiamo che nel 2007 le vendite del Corriere sono calate di un altro 2,8%. Come si fa a dirsi "soddisfatti" di un -2,8%? Se finora non c'è stato di conseguenza nessun forte cambiamento di rotta, cosa si pensa di fare per il prossimo futuro? A questo punto a pretendere qualche chiarimento dai "signori" di Rcs c'è la Borsa. Che notoriamente sa non essere tenera nel caso non sia più che rassicurata....

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29 aprile 2008

Il tabù (finalmente) infranto

Ci voleva Giuseppe Rotelli, imprenditore che pian piano è arrivato ad essere ormai il secondo azionista di Rcs e che è ancora fuori dal patto di sindacato (il "salotto buono"), perchè all'assemblea dei soci (ieri) qualcuno (a nome di Rotelli ha parlato la commercialista Anna Strazzera) "osasse" (finalmente) chiedere conto del calo delle vendite del Corriere della Sera (nel 2007 perso un altro 2,8%). Finora di fatto questo è stato tabù. Come se mettere in discussione la gestione di Mieli equivalga ad attaccare il capo dello Stato o il Papa. L'amministratore delegato di Rcs, Antonello Perricone (grande amico di Montezemolo), così ha risposto: "Siamo soddisfatti dell'andamento del quotidiano". Risposta curiosa, direi: le vendite vanno giù e i vertici sono "soddisfatti". Non ci vuole di certo un genio dei conti e dei bilanci per pensare che forse qualcosa non torna nel ragionamento. E così oggi pure il comitato di redazione del Corriere si è mosso. A pagina 27 del quotidiano c'è il relativo comunicato sindacale. Eccone un passaggio: "A Perricone il Cdr ha sollecitato un chiarimento sulle dichiarazioni (...) quanto ai dati che riguardano l'andamento della testata. In particolare si tratta di comprendere i motivi della sua 'soddisfazione' dato che le cifre pubbliche e ufficiali registrano un calo delle vendite e di diffusione, una riduzione del margine di distanza rispetto al diretto concorrente e un segno positivo solo sui dati Audipress che indicano il numero dei lettori complessivi". Insomma, appunto, il tabù è ufficialmente rotto. "Lesa maestà" per Mieli ;-) E sgarro alla "aristocrazia" del salotto buono di via Solferino ;-)

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03 marzo 2008

L'oro del Corriere

Oggi nell'inserto del Corriere della Sera dedicato alla cronaca di Milano c'è una pagina intera (pag.3) dedicata al fenomeno degli anziani costretti a vendersi l'oro. Si parla del boom in città dei nuovi esercizi commerciali nati proprio per comprare preziosi. "Poveri clienti", così giustamente definiti, che vengono messi in guardia: "Siccome in questo caso il cliente non ha ragione ma semplicemente ha bisogno, si sappia che c'è poco da fare affari". Insomma, un pezzo tutto dalla parte degli anziani che per campare devono vendersi le monete d'oro o le catenine di famiglia e che magari poi comunque si ritrovano costretti a mangiare la frutta marcia che al mercato viene buttata via: "Sono soprattutto gli anziani che al sabato mattina affollano l'Ortomercato e si gettano sulla frutta marcia". Leggi questa pagina del Corriere e ti viene quasi da piangere. Giusto che se ne parli, bene fa il Corriere, così ho pensato. Poi, però, come ho fatto io, vai avanti a sfogliare il giornale e arrivi all'inserto economia, e cosa trovi a pagina 9? Una colorata maxi pubblicità che, a caratteri rossi e cubitali, questo propone: "Vendere monete d'oro, oro e lingotti". Mi fermo e penso: e, già, se c'è chi compra oro dagli anziani non va bene, se però i soldi del business dell'oro vanno in pubblicità va bene. Desolante.

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30 ottobre 2007

Il nuovo Sole

Lanciato in pompa magna il nuovo sito del Sole24Ore. Sì, carino, ma posso dire che non mi sembra un rinnovamento così forte come potrebbe sembrare leggendo certi proclami? Posso dire che a questo punto, forse, ci si poteva aspettare pure qualcosa di più? A mio modesto e soggettivo avviso il salto fatto dal Corriere con l'ultima revisione del sito è stato ben più forte di quello del Sole.

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