
Continuano gli scioperi nello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Tramite i rappresentanti sindacali gli operai chiedono "risposte concrete". Proprio così dicono, "risposte concrete". E in effetti il tanto glorificato super manager col maglioncino blu Sergio Marchionne non è che è stato molto concreto sul futuro di Termini. Anzi, non lo è stato proprio per niente. Da Torino la scorsa settimana hanno annunciato che dal 2011 lo stabilimento non farà più automobili, ma "altre produzioni". Sì, ok, ma che vuol dire "altre produzioni"? Cosa uscirà da Termini? Detta così, potrebbe essere qualunque cosa: aspirapolveri, scolapasta, ombrelli, macinini per il caffè... Qualcuno dice: beh, ovvio, sarà componentistica per auto. Bene, ma se è ovvio, allora l'uomo col maglioncino blu perchè non lo dice? Non è difficile da pronunciare: "componentistica per auto". Se è così, perchè non dirlo, perchè restare nel vago? Fiat può decidere ciò che vuole, le strategie sono giustamente di competenza dell'azienda, però credo sia giusto far sapere ai lavoratori e magari pure agli azionisti cosa si intende fare di Termini. E dire che lì sarà fatto "altro", beh francamente mi sembra davvero molto vago, troppo vago.
Etichette: Fiat, Marchionne, Termini
2 Commenti:
curiosone...
Premetto che non ho seguito molto la questione Termini scatenatasi negli ultimi giorni.
Però mi permetto di fare due brevi considerazioni:
1) Da un punto di vista prettamente industriale Termini andrebbe chiusa. Lo stabilimento è poco produttivo ed è più conveniente spostare la produzione altrove che investirvi
2) Il punto 1 potrebbe spiegare i tentennamenti di Marchionne. Ad oggi è molto difficile fare previsioni sul settore auto, i prossimi mesi porteranno ulteriori novità in fatto di M&A. Penso che sia per questo che l'AD Fiat miri a mantener calmo il fronte interno sapendo che dovrà affrontare molte sfide all'esterno.
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