19 gennaio 2009

Il "new deal globale"?
Solo roba molto "old"

Non so, ma più si va avanti e questa "omologazione" a livello ormai mondiale per quanto riguarda le ricette anti-crisi mi convince sempre meno. Tutti, ma proprio tutti fanno le medesime cose, i medesimi passi. Persino le sequenze sembrano le stesse. In una sorta di colossale meccanismo tipo macchina fotocopiatrice. Tutti continuano a svalutare (oggi per esempio tocca alla banca centrale dell'Arabia Saudita: e già, persino gli sceicchi...), tutti continuano a dare mega aiuti alle banche (in questo momento si parla di una seconda maxi tranche sul mercato inglese). Beh, ovviamente si può dire: se tutti fanno così, sarà giusto così. Sì, forse. Ma è anche vero che non sempre una ricetta "planetaria" si rivela poi corretta. Pensate, giusto per fare un esempio, al famoso boom della new economy della fine degli anni novanta. In tutto il globo si correva come forsennati a comprare a prezzi pazzi azioni di qualunque cosa potesse dirsi una "dot.com". E dopo si è visto di che "abbaglio" si è trattato almeno sotto lo stretto profilo finanziario. Per carità questo è solo un esempio e più in generale i miei sono solo i personalissimi e modesti dubbi di un blogger. Ma davvero in questo contesto mi ci ritrovo sempre meno. Sento un "tanfo" crescente. Interventi sulle valute, aiuti alle banche e tutto il resto: si parla di "new deal", ma secondo me di nuovo qui c'è poco. Solo vagonate di soldi destinate in certe direzioni. Ma davvero si pensa di risolvere così le situazioni che hanno portato alla crisi? Secondo me così non si risolve niente. Tutto potrà ripresentarsi un'altra volta, se non si va ad agire sulle vere cause. Insomma, se non si ha il coraggio di riformarlo radicalmente il sistema bancario-finanziario, invece di semplicemente salvarlo senza veramente "guardarci dentro". No, questo "new deal globale" non mi convince e non mi piace per niente. Nemmeno quello di Obama (l'unico da cui ci si poteva aspettare qualcosa di veramente diverso). Anche nel suo piano per l'economia in fondo cosa c'è? Soldi a pioggia e basta. Più degli altri, ma come gli altri. La verità è che mettere davvero mano al sistema finanziario non fa comodo a nessuno. Tutto continuerà ad andare avanti come prima. Più che "new", solo roba "old".

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3 Commenti:

Blogger Andrea F. ha detto...

Caro Steve,
l'innovazione non è una cosa nè semplice nè facile. Prendiamo ad esempio il nostro sistema, un sistema bancario che fa riferimento all' ABI come organo di controllo, ma anche di innovazione con ABILab. Le iniziative a tutela del risparmio sono semplicemente collassate in un momento in cui c'è un reale bisogno di trasparenza tanto che iniziative come la nona di "Patti chiari" dedicata ai titoli obbligazionari, quelli per i risparmiatori per intenderci, dopo il fallimento della metodologia (vi ricordate i titoli Lehman considerati a basso rischio fino al lunedì mattina giorno del defult ufficiale?)sono semplicemente state cancellate!
Strumenti come il rating dinamico tuttavia non vengono nemmeno prese in considerazione, quindi non c'è nemmeno l'interesse a valutare l'innovazione che si potrebbe introdurre.
Mi spiace, ma per un cambiamento ancora prima delle tecnologie serve un atteggiamento mentale che ad oggi non c'è.
Ciao

12:28 PM  
Blogger Faustino ha detto...

Una semplice constatazione: ma se è vero che le banche hanno sfruttato molto la leva finanziaria creando valore dove non c'erà, è anche vero che tutto questo valore deve essere azzerato. La domanda è: Come si fà ha cancellare i danni causati dalla leva finanziaria? Probabilmente non è possibile. Nel mio piccolo io sono cosciente che se investo un capitale con una leva a 5 sò che se il valore mi cala del 20% ho perso tutto il capitale e se vado oltre devo ricapitalizzare. Considerando che le banche europee hanno anche una leva 1 a 50, difronte a un calo del sottostante del 5% cosa succede al capitale raccolto dalla banca? Se tutti andiamo a prelevare per mettere il contante sotto il materasso il sistema rimane in piedi? E se collassa il mondo bancario che succede al popolo che non ha risorse?
Sono d'accordo quando dici che le soluzioni non sono queste ma mi risulta difficile trovare una via alternativa quando per secoli tutti hanno prosperato con questo sistema. Sara anche brutto ma l'oggi non è minimamente paragonabile a quello che c'erà un secolo fà o anche 30 anni fà. Ti ricordi gli anni 70? Io ero piccolo ma il ricordo dei vecchi ancora è vivo. Si andava in giro in bicicletta solo che allora venivano dalla bicicletta, è oggi che viviamo nel lusso ed è difficile pensare che domani, per andare a lavorare a 2 km di distanza si può usare la bicicletta anziche la macchina o lo scouter.

Ciao
Fausto

9:05 AM  
Anonymous emanuele beltramini ha detto...

ciao steve,
secondo me la crisi, se così la vogliamo chiamare, è molto ben più problematica e strutturata di quanto si faccia vedere o si voglia far vedere.
per iniziare le cause principali sono delle banche. sono loro che gestivano i flussi monetari, e che sapevano come le cose si evolvevano, ovviamente in peggio, e nonostante tutto quando era ora che iniziassero a tagliare il credito, al contrario lo hanno incrementato a dismisura, cercando di trasformare tutto il debito futuro in credito immediato distribuito su larga scala... una specie di mega-parmalat tutti sapevano, e nonostante tutto, più sapevano più incrementavano.
i governi a loro volta, invece di controllare la genuinità delle operazioni, hanno voluto vedere delle possibili soluzioni ai problemi di bilancio incentivando questo tipo di porcherie e lasciando incantare il cittadino dalle varie compagnie di credito al consumo.
per ultimi i cittadini hanno abboccato alla grande finendo per indebitarsi più di quanto potevano pagare, in una folle corsa all'acquisto facile.
la cosa che più ora mi scandalizza personalmente è questa: si dà la colpa alla politica, che deve farsi carico dei casini combinati dalle banche, utilizzando (di nuovo) i soldi pubblici per salvare coloro che ci strozzinavano (e che quindi continueranno a fare, visto che saranno salvati) in modo che così paghiamo il balzello per ogni passaggio... prima direttamente alla banca, poi allo stato che salvi la banca che coi soldi che ci abbiamo dato noi ha fallito sperperando in acquisti di cartolarizzazioni e investimenti ad alto rischio.
questo io non capisco!!!
le banche stanno fallendo? bene. che falliscano. ce ne faremo un perchè. quello è l'unico metodo per fare qualcosa: capire che così com'è strutturata la finanza e il mondo bancario, possono solo che portare ad un risultato, ovvero il collasso.
poi da questo collasso, riscriveremo le regole.
ma se non cade il palco...

1:22 PM  

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