26 settembre 2008

Caporetto Cgil:
dalla bandiera rossa
a quella bianca...

Penoso il tentativo di Epifani di raccontare in modo diverso la vicenda Cgil-Cai. Dice di essersi deciso a firmare perchè nel frattempo sono state cambiate le condizioni. La verità è che il piano Cai non è cambiato affatto. Quello era e quello è rimasto. La verità è che la Cgil si è trovata spalle al muro, pressata dall'opinione pubblica e dal crescente malcontento anche tra la base dei lavoratori Alitalia, e di conseguenza ha dovuto fare marcia indietro e firmare. Questo, al di là della specifica vicenda, è a mio avviso un fatto che può costituire un precedente molto positivo. La Cgil si era infatti abituata (soprattutto con il governo Prodi) a dettare diktat e ad usare in modo sostanzialmente ricattatorio la politica del no a prescindere. Ora invece ha dovuto piegare la testa. Una bella lezione. In Italia i sindacati rappresentano sempre più una realtà superata dalla evoluzione storica del mondo del lavoro (basta vedere la base degli iscritti: metà è costituita da pensionati e l'altra metà in larga parte è fatta di dipendenti pubblici!). Una realtà che troppo spesso dà l'idea di muoversi più per difendere il proprio potere e i propri privilegi piuttosto che i reali interessi dei lavoratori. Un sistema-Paese, se vuole cominciare davvero a togliersi di dosso quelle rigidità corporative e di casta che frenano uno sviluppo liberale (in Italia questo è secondo me, come ho già scritto più volte, il primo problema che andrebbe seriamente affrontato con una serie di radicali riforme) non può più accettare di essere costantemente frenato e ricattato da sindacati abituati alla linea del no sempre e comunque. Dunque, ben venga se Epifani viene rimesso in riga su una trattativa di primo piano come quella Alitalia. Può essere appunto un utilissimo precedente. Lui ora racconti pure la "sua" verità. La gente non è stupida a tal punto da bersela. Tutti hanno capito benissimo cosa è successo.

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2 Commenti:

Anonymous Anonimo ha detto...

CGIL sindacato dei privilegiati; di chi ha ancora un lavoro; di chi non ha problemi di sopravvivenza; di chi può permettersi di scioperare; dei dipendenti di stato o parastato; dei pensionati. Chi il lavoro non ce lo ha più, è rappresentato dalla Caritas e non da Epifani. Chi il lavoro ce lo ha ancora, non può permettersi di scioperare e vedersi defalcare lo stipendio. Epifani, non lo ha ancora capito, non siamo più nel paese del bengodi, ma tant'è, come può uno che ha mai lavorato capire le esigenze, le problematiche, le ansie e le aspettative di chi lavora? Suvvia, uomo dei no, scendi dal tuo olimpi dorato, parla e soprattutto ascolta il popolo dei lavoratori e ti convincerai che sei lontano anni luce da chi, tu, pretendi di rappresentare. Aldo.

10:41 AM  
Anonymous Anonimo ha detto...

La vicenda Alitalia per come è stata gestita ha dell'assurdo!
Governo, sindacati e Cai a chi dare la colpa di ciò che sta accadendo?
Purtroppo ad andarne di mezzo sono i lavoratori, ma non i piloti con stipendi da 8-10.000 euro al mese ma tutti coloro che guadagnano 1000 euro al mese e vengono considerati poco o niente!
Stefano

7:40 PM  

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