05 febbraio 2007

Il punto


Dunque, la settimana scorsa partendo da un ragionamento su mani pulite siamo finiti a parlare del rapporto tra la finanza americana e il sistema Italia. Siccome mi interessava chiudere un certo ragionamento e venerdì non ho più avuto tempo per il blog, lo faccio ora. L'amico Duca mi aveva domandato questo: "Chiedo a Steve, quante sono le multinazionali Usa che hanno comprato aziende italiane importanti?". Giusta considerazione. Ma il punto sta nel non guardare tanto gli investimenti industriali diretti, quanto quelli di natura appunto strettamente finanziaria. Mi spiego. Le aziende americane che hanno direttamente rilevato aziende italiane non sono molte. Ma in quante operazioni di acquisizione o tentata acquisizione dietro realtà nostrane o europee ci sono banche d'affari come Goldman Sachs o Jp Morgan? In tante. Il fatto è che il capitalismo italiano è da sempre e ora sempre più un capitalismo senza capitali e nell'era post-Cuccia i soldi arrivano sempre meno dal canale Mediobanca e sempre più appunto dalle banche d'affari internazionali. Qui sta il punto. Gli unici che hanno capitali ingenti in Italia sono tre: Berlusconi, De Benedetti e Ligresti. E pure loro a volte devono chiedere proprio a questi circuiti. Non c'è forse, ad esempio, Goldman a supportare De Benedetti nell'operazione Alitalia? Vedete, conta sì chi c'è in prima linea, ma conta soprattutto chi c'è dietro. Ecco così emergere, per chi non si ferma ad una lettura superficiale degli eventi economici, il potere di queste grosse banche (e guardate che non ci metto solo quelle americane, ce ne sono anche europee). E andiamo indietro ancora di un livello: queste banche sono de facto storicamente espressione di capitali familiari che tendono ad avere una visione oligarchica e "politico-intrusiva". Hanno le loro lobbies, i loro "club" (come il Bilderberg...) e le loro "operazione immagine" (come Transparency International...). Creano una rete di influenza forte. Non è dietrologia forzata questa visione, non è cedere a teorie complottiste (non credo mica agli Illuminati...), questo è altro: è semplicemente prendere atto che esistono vari livelli di potere e che i grandi capitali tramandati tendono fisiologicamente a creare proprie strutture e proprie consuetudini.

pubblicato da Steve Trader
blog links: il Banchiere, il Volpino

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